"Le bugie hanno le gambe corte. quelle del cavalier Berlusconi sono talmente corte che son bastati meno dei fatidici cento giorni per smascherarle.
Tutto spiegato e documentato: dalla promessa "meno tasse per tutti" alla realtà "meno tasse per i ricchi e più tasse per i poveri"; e così via.
Questo libro è un vero e proprio "Manuale di autodifesa da Berlusconi". perchè nessuna seria contestazione nei suoi confronti sarà efficace senza entrare nel meccanismo concreto che porta dalle promesse alle bugie. e perchè fornisce le prime serie indicazioni per contrapporre all'arbitrio la forza del diritto e della legalità."
Le 100 bugie, libro distribuito gratuitamente sulla rete.
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Il Governo mette a punto la Finanziaria e si accende una nuova polemica sulle tasse. (“Corriere della Sera”, 28 settembre 2001)
….La questione della mancata diminuzione delle tasse è talmente clamorosa che si è arrabbiato persino Vittorio Feltri. Su “Libero”, il primo agosto, ha scritto: “Se non stimassi Tremonti, per non dire di Berlusconi, sospetterei che ci hanno preso per il culo”.
Infatti le aliquote Irpef oggi in vigore per i corrispondenti scaglioni di reddito, (18% per redditi fino a 20 milioni, 24% per i redditi compresi oltre i 20 e fino a 30 milioni, 32% fino a 60 milioni, 39% fino a 135 e 45% per redditi oltre i 135 milioni), con la nuova riforma, saranno sostituite da due aliquote rispettivamente al 23% per i redditi fino a 100.000 euro (circa 200 milioni di lire) e del 33% oltre il suddetto importo.
Insomma, un lavoratore dipendente con un reddito lordo annuo di 25 milioni di lire pagherà 950.000 lire di tasse in più all’anno! Chi invece ha un reddito lordo di 135 milioni si vedrà aumentare il suo gruzzolo di più di 13 milioni!!! Questo, oltre a essere in contrasto con il famoso slogan “Meno tasse per tutti”, è in palese contrasto con l’art. 53 della Costituzione che specifica: “Il sistema tributario sia informato a criteri di progressività”. Questo vuol dire che chi guadagna di più dovrebbe maggiormente contribuire alla spesa sociale e non viceversa.
Su un altro aspetto, invece, Tremonti sembra avere le idee più chiare. al ministero delle Finanze, è stato rimosso il direttore dell’agenzia delle entrate Massimo Romano, che si era distinto (oltre che per essere riuscito a incrementare in maniera eccezionale il gettito fiscale) per accertamenti fiscali presso grandissime aziende, tra cui quella del capo del Governo, contestandogli l’elusione miliardaria della legge che porta proprio il nome dell' ex-ministro: Tremonti. CONTINUA...