Home
IL COMUNE
Storia
Amministrazione
Ambiente
 
RASSEGNA STAMPA
In Vetrina
 
AREA INTERATTIVA
FORUM
 
IDEE PER IL PAESE
Foto MOSAICO
Dillo al Sindaco
Guide e Tutorial
Segnala
telemodena
link del paese
 

Utenti connessi: 15
redazione Senzafiltro

Associazione
di Promozione Sociale
CF 94134590366

_sono le ore
 

EMILIANA ROTTAMI 1 2

L'Italia rischia l'infrazione dall'Europa.

Apprendiamo dai giornali locali che l’Unione Europea ha aperto un’inchiesta sui cumuli di vetro dell’Emiliana Rottami. Sarebbe concreto il rischio di procedura d’infrazione. E’ superfluo dire che speravamo di essere ricordati in Europa per ben altri motivi. Noi abbiamo denunciato sul nostro sito www.sancesario.com e all’Amministrazione Comunale i comportamenti dell’Azienda ma abbiamo trovato solo ostacoli da parte del Sindaco Valerio Zanni, il quale ha dichiarato che: “quella è un'area industriale con tutti i suoi aspetti negativi e positivi”. Alla faccia delle 200 firme raccolte dai residenti di via Verdi. Abbiamo più volte chiesto di pubblicare i nostri articoli sul giornalino locale ma ci vengono regolarmente censurati. Anche le delibere in un modo o nell’altro ci vendono negate. Chiediamo che l’Amministrazione si prenda le proprie responsabilità, non limitandosi a due delibere in dieci anni, ma informando i cittadini con gli strumenti a sua disposizione.

Qui l'articolo della Gazzetta di Modena.

Articoli esterni

Giuseppe Quattrini dall'INFORMAZIONE
Un’indagine da parte dell’Unione Europea sui cumulidi vetro di San Cesario e che potrebbe comportarel’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. A divulgare la notizia è il circolo di San Cesario di Legambiente, impegnato in una battaglia che contesta da anni la presenza di materiale vetroso. «Le indagini sono state avviate questa estate - si legge in una nota firmata dal presidente Sabina Piccini - ma lo abbiamo appreso dal Comune solo in questi giorni.La Commissione Europea lo scorso 17 luglio ha infatti inviato al Dipartimento per il Coordinamento delle Politiche comunitarie della presidenza del Consiglio una richiesta di informazioni relativa alla gestione in materia di trattamento dei rifiuti,dei cumuli vetrosi di San Cesario.Lo stesso Dipartimento ha quindi provveduto a informare la Direzione Ambiente della Regione e il ministero dell’Ambiente,il quale ha attivato per le indagini il comando di Modena del Corpo forestale dello Stato». Di fatto la Commissione Europea intende verificare se ci siano irregolarità nell’applicazione di due direttive.Sabina Piccinini le cita testualmente dal documento del Dipartimento della presidenza del Consiglio e datato 18 luglio. «In base alla direttiva 2006/12/Ce - riporta tale documento -,gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente». La seconda direttiva,la 1999/31/Ce relativa alle discariche di rifiuti è invece citata quando si «definisce come ‘discarica’un’area adibita in modo permanente (cioè per più di un anno) al deposito temporaneo di rifiuti.E in base alla informazioni disponibili - continua il documento - risulta che il materiale vetroso sarebbe depositato a San Cesario per più di tre anni come testimoniato dalla crescita di vegetazione sui cumuli di materiale. I depositi di vetro presso gli stabilimenti di una ditta rientrerebbero pertanto nella definizione di discarica. Si ricorda che si devono adottare misure che riducono al minimo i disturbi e i rischi causati da materiali trasportati dal vento.La Commissione - termina il documento ufficiale - desidera ricevere informazioni sulle misure intraprese dalle autorità italiane per assicurare la corretta applicazione delle due direttive».Qualora,in definitiva, venisse verificato il mancato rispetto delle stesse, la Commissione Europea aprirà una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano. Per finire,Sabina Piccinini ricostruisce una vicenda che parte da lontano.«Sulla questione - commenta - sta indagando anche la magistratura di Modena,alla quale i residenti delle zone limitrofe alla ditta hanno presentato,circa due anni fa,un esposto corredato da oltre duecento firme.In oltre un decennio di lavoro sul problema abbiamo assistito a tante promesse vane e provvedimenti inefficaci da parte di Provincia e Comune:questa sarà forse la volta buona?». Sabina Piccinini: «Una battaglia che dura dadieci anni»

Massimo Mezzetti (DS) dice la sua sullo stoccaggio delle polveri vetrose nel modenese.

Modena - Il discusso stoccaggio di polveri vetrose, che da oltre 15 anni viene effettuato da una ditta privata nel comune modenese di San Cesario sul Panaro, in due aree situate in via Verdi e in via Bonvino "entrambe vicine ad agglomerati urbani e a insediamenti produttivi", è al centro di un’interrogazione presentata in Regione da Massimo Mezzetti, del gruppo sinistra democratica. “Da tempo - riferisce il consigliere - l’Arpa dell’Emilia-Romagna ha evidenziato alle autorità competenti, in più occasioni, per ultimo nel giugno 2008, la necessità di eliminare tali scorie perché pericolose per la salute dell’uomo essendo fortemente volatiti”. La Provincia di Modena – continua Mezzetti - nel 2001, 2003 e 2007, “ha emesso ordini volti, tra l’altro, a far coprire le montagne vetrose con appositi teli”, in modo da evitare lo spargimento delle polveri causato dal vento, ma “senza ottenere risultati”. “Nonostante varie denunce penali, una condanna penale al pagamento di una multa nel 2005, l’intervento dei carabinieri del nucleo dei N.o.e. di Bologna nel 2004, - fa ancora presente Mezzetti - le montagne di polveri vetrose sono rimaste al loro posto, anzi sono cresciute in altezza superando in alcuni punti i 10-12 metri”. Recentemente una petizione con oltre 200 firme avrebbe riportato il caso “all’attenzione della magistratura modenese”. Nel ricordare che la Regione Emilia-Romagna dispone di numerose norme per intervenire "in difesa dell'integrità e salubrità dell'ambiente", l’esponente della sinistra democratica chiede alla Giunta regionale di assumere tutte le iniziative utili ad ottenere la soluzione della vicenda che vede contrapposti i cittadini di S.Cesario alla ditta che si occupa dello stoccaggio degli scarti in questione, sollecitando la dislocazione delle attività in aree più idonee e intervenendo perché la ditta stessa si impegni da subito ad evitare la dispersione delle particelle inquinanti nell’area.

Per segnalazioni senzafiltro@sancesario41018.it

REDAZIONE SENZAFILTRO

[21 Novembre 2008]


redazione Senzafiltro email: senzafiltro@sancesario41018.it - scrivi segnala e la redazione Senzafiltro pubblicherà il tuo articolo