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3 TIGLI.
E’ ufficiale: i tre tigli di Corso Libertà verranno abbattuti nei prossimi giorni durante i lavori di riqualificazione della strada. I “necrologi” sono già appesi per le strade del paese. La Soprintendenza ha appoggiato appieno la volontà del Comune concedendo il nulla osta all’abbattimento, liquidando il problema in poche righe: “i tigli dovranno essere abbattuti perché tolgono la visione dello spazio aperto in Corso Libertà”. Una motivazione decisamente opinabile da parte della Soprintendenza, che non convince né la nostra Associazione, né tantomeno i residenti del Centro storico che si erano dichiarati contrari all’abbattimento. Legambiente nei mesi scorsi si era rivolta alla Soprintendenza chiedendo la tutela dei tre alberi. Quest’ultima, nemmeno due mesi fa ne aveva riconosciuto il valore storico citandoli espressamente nella propria relazione storica su Corso Libertà, allegata al Provvedimento di tutela del Ministero per i Beni Culturali e Paesaggistici. Oggi invece la Soprintendenza, a sorpresa ed in modo decisamente equivoco contraddice se stessa autorizzando senza alcuna remora l’abbattimento delle tre piante. Perché un simile ribaltone? Abbiamo chiesto ripetutamente un confronto con la Soprintendenza, ma quest’ultima non riesce a trovare il tempo per riceverci. Quasi cinquecento persone la scorsa primavera avevano sottoscritto la petizione di Legambiente dove si chiedeva espressamente all’Amministrazione di non abbattere i tre alberi, ultimi “monumenti verdi” del nostro Centro Storico. Chissà come reagiranno queste persone quando i tre tigli verranno abbattuti. Chissà se crederanno alle opinabili motivazioni della Soprintendenza, alle “inevitabili lesioni dell’apparato radicale” profetizzate dai nostri Amministratori. I tre alberi verranno abbattuti a “colpi di maggioranza” dimostrando la sordità dell’Amministrazione: davvero una pessima prova di democrazia. Strano, perché proprio loro, in campagna elettorale, esibirono tra i primi punti del programma: “la cittadinanza attiva” , “la partecipazione alla vita sociale quale grandissimo diritto e dovere istituzionale dei cittadini “. A Legambiente e ai residenti del Centro Storico, quale ultima, mesta forma di protesta non è rimasta che l’affissione per il paese dei “necrologi” dei tre poveri alberi che da sessant’anni almeno offrono ombra e frescura a chi frequenta il Centro Storico.
[22 Febbraio 2007] |











