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redazione Senzafiltro

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COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE

Attività estrattive, riduzione del 25%.



SAN CESARIO – Nuovo Piano Infraregionale delle Attività Estrattive : Legambiente accoglie positivamente la riduzione del 25% delle escavazioni nel territorio, da sempre il più scavato della Provincia. Occorrono tuttavia maggiori garanzie per la delocalizzazione dei frantoi ed il recupero ambientale del lungofiume, per il recupero delle cave dimesse e la tutela delle falde acquifere. Pieno sostegno dell’associazione ai comitati di Piumazzo e Savignano.

Il Nuovo Piano Infraregionale delle Attività Estrattive prevede per San Cesario la riduzione del 25% delle escavazioni. Certo chiunque, noi compresi, si sarebbe aspettato una maggiore riduzione degli scavi, tuttavia riconosciamo come buona parte delle escavazioni previste siano finalizzate allo spostamento dei frantoi dal lungofiume, che consentirebbe il recupero ambientale del lungofiume, finalmente restituito ai cittadini. Il nuovo PIAE non contiene però sufficienti garanzie in merito all’effettivo spostamento dei frantoi. Se si ripercorre il recente passato, la cautela è d’obbligo. Dal 1993 Provincia e Comune promettono lo spostamento dei frantoi presenti sul territorio ed in cambio hanno già concesso ai cavatori ingenti quantitativi di ghiaia da estrarre. La ghiaia è scavata, ma tutti frantoi sono ancora al loro posto. Legambiente chiede agli Enti Locali che vengano stabilite con i cavatori specifiche convenzioni che garantiscano in modo inequivocabile la delocalizzazione dei frantoi, il recupero del lungofiume e delle cave dismesse.  Le opere di ripristino dovranno essere chiare e certe e le escavazioni andranno bloccate se le opere di ripristino non verranno fatte nei tempi prefissati. Chiediamo vengano valutati, attraverso un adeguato studio geologico, in maniera oggettiva e scientifica i rischi di interferenza degli scavi con le falde acquifere e venga garantita una costante vigilanza ad opera di geologi professionisti.  

La riduzione dei quantitativi di ghiaia estratti rispetto al PIAE vigente, lo spostamento dei frantoi dal lungo fiume, l’apertura di cave solo in aree già interessate dalle attività estrattive e senza interferire con la tutela delle falde acquifere, il recupero delle carreggiate lungo il fiume ad usi ricreativi, la realizzazione a spese dei cavatori di opere compensative per la collettività, tra cui in particolare piste ciclabili : con una certa soddisfazione constatiamo l’accoglimento di tali proposte presentate dal nostro Circolo prima ancora della stesura del nuovo PIAE, lo scorso marzo durante l’assemblea pubblica tenutasi a Villa Boschetti e contenute in un documento specifico inviato poi a Comune, Regione e Provincia. Forse la pressione della nostra Associazione nei confronti degli Enti Locali a qualcosa è servita. Allo stesso modo ci auguriamo possa servire la pressione dei comitati sorti a Piumazzo e Savignano, fin dall’inizio supportati dal nostro Circolo insieme ad Italia Nostra di Spilamberto. Il sacrificio richiesto a questi territori è enorme, pertanto risulta comprensibile e legittima la “sollevazione popolare” che ne è conseguita. Legambiente continuerà a fornire a questi comitati tutto il proprio sostegno, confidando nell’apertura di un dialogo con le istituzioni che porti a rivedere scelte insostenibili per quei territori.




Il presidente del Circolo
Sabina Piccinini

[10 Settembre 2008]


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