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COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE

Proposte per il Piano Infraregionale Attività Estrattive 2008/2018



SAN CESARIO – Il PIAE attualmente in fase di approvazione da parte della Provincia prevede l’escavazione di circa 20 milioni di metri cubi di ghiaia per i prossimi 10 anni. Lo scorso 25 gennaio il Consiglio Comunale ha delegato alla Provincia la stesura del prossimo Piano Comunale delle Attività Estrattive (PAE). Il PIAE attualmente vigente, approvato dalla Provincia nel 1996, ha previsto per San Cesario l’escavazione di quasi tre milioni di metri cubi di ghiaia, al punto che, col 13% del suo territorio costituito da cave il nostro paese è oggi il più scavato della Provincia. Oltre al problema ambientale delle cave, si aggiunge un traffico veicolare pesantissimo che costringe a continue e costose manutenzioni delle strade. Per il prossimo PIAE riteniamo opportuna una riduzione dei quantitativi di ghiaia estratti sul nostro territorio. Certo la costruzione di nuovi alloggi ed infrastrutture determina un ingente fabbisogno di inerti, tuttavia sarebbe da evitare l’apertura di ulteriori poli estrattivi se non in contiguità a quelli già esistenti senza aumentare però la profondità delle cave (per il rischio di inquinamento delle falde) ed estendere ulteriormente i poli negli ambiti fluviali; oggi i camion di ghiaia imperversano lungo il fiume dove si scava (Polo provinciale n. 8) al limite della fascia di rispetto dei pozzi che forniscono acqua potabile al nostro Comune, a Modena, Castelnuovo e Castelvetro. L’Agenzia Provinciale del Sistema Acqua (ATO) ha espresso forti perplessità in merito citando la Legge 152/99 (il cosiddetto “Decreto acque” ) che vieta l’apertura di cave in connessione con la falda. Siamo pertanto contrari ad ulteriori escavazioni nel lungofiume, nelle fasce di rispetto dei pozzi, nelle zone di elevata vulnerabilità e di ricarica degli acquiferi perché aumenterebbero il rischio di inquinamento delle falde, nonché le difficoltà di recupero ambientale dei luoghi scavati. Da troppo tempo infatti attendiamo il ripristino delle cave lungo il fiume, così come la realizzazione del tanto promesso Parco dei Laghi di Sant’Anna. Dal 1993 Provincia e Comune promettono inoltre lo spostamento dei frantoi presenti sul territorio ed in cambio hanno già concesso ai cavatori l’escavazione di ingenti quantità di ghiaia. La ghiaia è scavata, ma i frantoi sono ancora al loro posto.

Le opere di ripristino dovranno essere chiare e certe: i Piani di coltivazione dovranno essere bloccati se le opere di sistemazione non saranno fatte nei tempi prefissati. Proponiamo inoltre una maggiore vigilanza presso le cave e le zone di alveo con controllo topografico dei volumi estratti.  





Il presidente del Circolo
Sabina Piccinini

[27 Marzo 2008]


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