OGGETTO: La Far Pro di Spilamberto dovrà coprire la vasca dell’impianto di depurazione. La ditta recentemente classificata industria insalubre dal Servizio di igiene pubblica dell’USL di Modena. Il prossimo 10 ottobre presso il Tribunale di Modena la seconda udienza del processo penale.
Quiper ingrandire l'articolo di Il Resto del Carlino.
SAN CESARIO La Provincia ha formalizzato alla ditta l’obbligo di realizzare la copertura di una vasca a cielo aperto dell’impianto di depurazione acque, individuata dai tecnici Arpa quale principale fonte di sostanze odorigene attraverso sofisticate indagini tramite “naso elettronico” (olfattometria dinamica). La copertura migliorerà forse la situazione, tuttavia da tempo Legambiente scrive a Provincia e Comune di considerare anche l’eventuale potenziale odorigeno dei depuratori degli impianti di lavorazione del sangue (generatori di vapore e scrubber) così come segnalato dallo stesso “naso elettronico”. Anche quest’anno nelle prime ore del mattino ed alla sera sono tornati a farsi sentire gli odori nauseabondi che diffondono nel centro abitato provocando seri disagi ai residenti, i quali lamentano vomito, nausea, capogiri, soprattutto per bambini e anziani. Recentemente la ditta è stata classificata INDUSTRIA INSALUBRE dal Servizio di igiene pubblica dell’USL di Modena. Si legge testualmente nel documento redatto dal Dirigente Medico Delegato del “Servizio Igiene Pubblica Controllo Rischi Ambienti di Vita” inviato ai Sindaci dei Comuni di Spilamberto e San Cesario ed alla Provincia: “di particolare rilevanza per questa azienda, assumono le emissioni di sostanze odorigene (acido solfidrico, metil ercaptani, ammine, acidi organici ed ammoniaca). Queste pur non avendo effetti cancerogeni, mutageni o influenzanti la sfera riproduttiva, avendo una soglia olfattiva molto bassa, possono in particolari condizioni climatiche raggiungere concentrazioni nell’aria tali da essere di disturbo, mediante stimolo olfattivo e l’interessamento del sistema neurovegetativo, influendo sul benessere psicofisico delle popolazioni residenti nelle aree vicine all’impianto, in particolare dei residenti nelle zone maggiormente esposte (case sparse e periferia di San Cesario collocati in direzione Nord a circa 500/600 mt” Affermazioni importanti che sembrano confermare i disagi manifestati dai cittadini agli Amministratori da oltre trent’anni attraverso petizioni su petizioni. L’USL infatti, nel medesimo documento fa preciso riferimento proprio alle petizioni promosse negli ultimi anni da Legambiente, ogni volta corredate da centinaia di firme. Mercoledì prossimo, 10 ottobre, si svolgerà presso il Tribunale di Modena la seconda udienza del processo penale a carico della Far Pro, avviato a seguito dell’esposto presentato nel 2005 da Legambiente. Al contempo è in corso l’istruttoria (che dovrebbe concludersi il prossimo 30 ottobre) per il rilascio da parte della Provincia di una nuova Autorizzazione alla Far Pro. Dopo trent’anni di puzze, possiamo iniziare a sperare, a tirare un respiro di sollievo (in tutti i sensi) ?

Per il Circolo
Sabina Piccinini
[15 Ottobre 2007]